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La nuova sospensione del mod. F24 con compensazioni “a rischio”

Il comma 990 della Legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205/2017) con l’aggiunta del comma 49-ter all’art. 37 del D.L. 223/2006 dispone che l’Agenzia delle Entrate può sospendere, fino a 30 giorni, l’esecuzione dei modelli F24 relativi a compensazioni che presentano profili di rischio.

La nuova procedura si rende necessaria in quanto fino ad ora i controlli circa il corretto utilizzo dei crediti in compensazione sono stati effettuati dall’Agenzia delle Entrate solo dopo la presentazione del modello F24 ed il recupero delle somme indebitamente compensate si è spesso rivelato poco efficace.

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Le principali novità fiscali introdotte dalla legge di bilancio 2018

Si riassumono di seguito le principali novità fiscali introdotte dalla legge di bilancio 2018 (Legge n. 205 del 27/12/2017 pubb. G.U. n. 302 del 29/12/2017).

Detrazioni per i figli a carico

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L’adesione all’accertamento di uno dei coobbligati libera tutti gli altri

La Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 20305 del 23/08/2017 ha stabilito che l’adesione di uno dei coobligati alla pretesa tributaria libera tutti gli altri, con la conseguenza che per eventuali ricorsi proposti e ancora pendenti va dichiarata l’estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.

L’Agenzia delle Entrate notificava ad acquirente e venditore un avviso di rettifica e liquidazione ai fini dell’imposta di registro per un atto di compravendita immobiliare. Il venditore aveva autonomamente definito in adesione la pretesa mentre l’acquirente aveva impugnato l’atto dinanzi al giudice tributario. A seguito dell’intervenuta adesione da parte del venditore, la CTP dichiarava l’estinzione del giudizio instaurato dall’acquirente per cessazione della materia del contendere, decisione che veniva confermata dalla CTR a seguito dell’appello presentato dall’acquirente. Ricorreva allora il contribuente per cassazione, lamentando un’errata interpretazione della norma in tema di adesione.

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Non è sanzionabile il dipendente per le omesse ritenute da parte del datore di lavoro

La CTP di Parma con la Sent. 35/7/2017 (Pres. Piscopo, Rel. Bandini) ha stabilito che sono illegittime le sanzioni irrogate al lavoratore dipendente per l’omesso versamento delle ritenuta d’imposta da parte dell’impresa datore di lavoro. Il dipendente, infatti, per la particolare posizione sociale che occupa, non può rispondere delle sanzioni sia per incolpevolezza sia perché non responsabile della violazione.

La vicenda processuale vede protagonista un lavoratore dipendente il quale riceveva dall’Agenzia delle Entrate due avvisi di accertamento, riferiti agli anni d’imposta 2008 e 2009, con i quali l’ufficio provvedeva a recuperare a tassazione delle somme erogate a titolo di “trasferte Italia” come emolumenti per prestazioni di lavoro subordinato. Il recupero scaturiva da una verifica previdenziale effettuata nei confronti dell’impresa datore di lavoro nella quale l’INPS contestava omessi versamenti contributivi sulle somme sopra indicate, il che comportava anche le conseguenti violazioni sotto il profilo fiscale.

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Ripristinato al primo giorno di ciascun mese il pagamento dei trattamenti pensionistici

L’art. 3 c. 3 del D.L. 244/2016 (cd. Milleproroghe) pubblicato sulla G.U. n. 304 del 30/12/2016 ha modificato l’art. 1 c. 302 della L. 190/2014 riportando per l’anno 2017 il pagamento dei trattamenti pensionistici al 1° giorno di ciascun mese anziché al 2° giorno bancabile di ciascun mese così come previsto prima della modifica normativa (art. 1 c. 302 L. 190/2014 modificato dall’art. 6 del D.L. 65/2015 conv. L. 109/2015).

Resta fuori dalla modifica normativa solo la mensilità di gennaio, il cui pagamento resta fissato al giorno 03/01/2017.

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Nebbia ancora fitta in tema di rottamazione dei ruoli

È sempre così. Quando i provvedimenti importanti vengono emanati con decreti legge, i danni rischiano di essere maggiori dei benefici. L’obiettivo, o come in questo caso gli obiettivi – togliere dai tavoli dei Giudici tante liti e prepararsi alla scomparsa di Equitalia – vengono travolti.

Perché un provvedimento avente forza di legge deve essere chiaro; ed a monte, chi lo scrive deve sapere di cosa sta parlando.

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Entrano in vigore le nuove date di pagamento dei trattamenti pensionistici

L’art. 6 del D.L. 65/2015 conv. L. 109/2015 stabilisce che a decorrere dal 2017 i pagamenti relativi a trattamenti pensionistici, assegni, pensioni e indennità di accompagamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie INAIL, saranno effettuati da poste e banche il secondo giorno bancabile di ciascun mese. Ciò significa che per la mensilità di gennaio 2017 la riscossione da parte dei pensionati non potrà avvenire il giorno 02/01 bensì il giorno 03/01, vale a dire il secondo giorno bancabile, e così via per ciascun mese dell’anno 2017 e per i successivi.

Anche l’usufruttuario può detrarre gli interessi passivi sul mutuo ipotecario

La Corte di Cassazione con la Sent. 22191/2016 ha fornito un’interessante interpretazione dell’art. 15 c. 1 lett. b) del TUIR affermando che anche l’usufruttuario può fruire della detrazione degli interessi passivi sul mutuo da egli stipulato poiché l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale indicato nella norma dev’essere in grado di soddisfare l’esigenza dell’uomo all’abitazione indipendentemente dalla tipologia di diritto reale con il quale il contribuente possiede l’immobile.

La vicenda processuale vede protagonista un contribuente la cui convivente aveva acquisito la nuda proprietà di un immobile costituendo a favore del contribuente un diritto di usufrutto vitalizio; quest’ultimo pertanto aveva acceso un mutuo ipotecario e proceduto a detrarre gli interessi passivi. Con riferimento alla dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2002 l’Agenzia delle Entrate contesta la detrazione degli interessi passivi procedendo ad iscrivere a ruolo il relativo importo. Il contribuente propone ricorso avverso la cartella di pagamento ottenendo l’annullamento dell’atto in CTP cosicché l’Agenzia delle Entrate ricorre in appello e la CTR riforma la sentenza di primo grado affermando che il titolare di un diritto di usufrutto non può godere della detrazione degli interessi passivi sul mutuo ipotecario poiché il beneficio fiscale spetterebbe solo al titolare del diritto di proprietà.

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Il contribuente non beneficia della sospensione dei termini se presenta istanza di accertamento con adesione alla quale non consegue alcuna volontà di collaborazione con l’Ufficio

La CTP di Caltanissetta con la Sent. n. 1023/1/2016 (Pres. D’Agostini, Rel. Porracciolo) ha stabilito che non può fruire della sospensione dei termini ex art. 6 c. 3 Dlgs 218/97 il contribuente che presenta istanza di accertamento con adesione in seguito alla quale né si presenta all’incontro con i funzionari né tantomeno presenta una proposta scritta di definizione.

La vicenda trae origine dal ricorso presentato da una società di capitali alla quale l’Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di accertamento ai fini IRES e IRAP per l’anno 2012 mediante il quale l’Ufficio, richiamando un pvc redatto dalla Guardia di Finanza, recuperava a tassazione, tra l’altro, costi relativi a operazioni inesistenti.

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Definizione agevolata cartelle esattoriali

Lo studio fornisce apposito servizio di consulenza riguardante la definizione agevolata delle cartelle esattoriali introdotta dall’art. 6 del D.L. 193/2016, tenuto conto altresì delle modifiche apportate in sede di conversione in legge (ad es. modifica termine di presentazione del mod. DA1, allungamento numero rate, estensione agli atti “non Equitalia”, ecc.).

Tutti i contribuenti interessati alla definizione agevolata possono prendere contatti con lo studio e richiedere un appuntamento per ottenere informazioni in merito.

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