Maria Giuseppina Raffaele

Nella Circolare n. 25/E i chiarimenti sui provvedimenti contenuti nel Decreto Rilancio

Con la Circolare n. 25/E del 20/08/2020 l’Agenzia delle Entrate fornisce una lunga serie di chiarimenti con riferimento ai provvedimenti contenuti nel DL 34/2020 conv. L. 77/2020, tra i quali si segnalano:

  • incompatibilità tra bonus casa e rottamazione ter
  • le spese per la pulizia/sostituzione stagionale dei filtri degli impianti di condizionamento non danno diritto a fruire del credito d’imposta per le sanificazioni
  • la sospensione dei termini processuali per l’emergenza Covid-19 è cumulabile con la sospensione feriale dei termini processuali prevista dal 01.08 al 31.08
  • il bonus affitti può essere fruito anche per il fabbricato abitativo utilizzato come studio professionale indipendentemente dalla classificazione catastale
  • con riferimento agli avvisi bonari, è stato chiarito che la posticipazione al 16.09 del termine per il versamento delle rate in scadenza tra il 08.03 e il 31.05 vale anche ai fini della trasmissione dei documenti e dei chiarimenti in risposta agli stessi. Inoltre, con riferimento ai pagamenti rateali, se la scadenza della prima rata del piano di rateizzo cade nel periodo di sospensione tutte le rate successive sono destinate ad essere traslate. Se invece a cadere nel periodo di sospensione sono solo una o più rate successive alla prima, solo queste slittano al 16.09 senza necessità di variare il piano di rateizzo.
  • l’omissione del pagamento di una rata dell’adesione scadente prima della proroga del Decreto Rilancio potrà essere regolarizzata entro il 16.09 tramite ravvedimento operoso
  • con riferimento al saldo annuale IVA, il contribuente che avendo diritto alla sospensione dei versamenti per marzo, aprile e maggio ha comunque versato la rata di marzo ma non quelle di aprile e maggio ovvero non ha (legittimamente) versato nulla potrà versare l’intero saldo entro il 16.09 ovvero in quattro rate mensili di cui la prima da versare entro la predetta scadenza. Al contrario il contribuente che non aveva diritto alla sospensione dei versamenti di marzo ma ha beneficiato di quella relativa ai mesi di aprile e maggio potrà posticipare al 16.09 solo il versamento di tali rate mentre le altre dovranno essere versate nei termini ordinari
  • Ai fini del riconoscimento dell’indennità di 1.000 euro prevista a favore dei liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, anche coloro che adottano il regime forfetario dovranno determinare la variazione del reddito per la verifica della riduzione di almento il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019 considerando le spese sostenute in maniera analitica non procedendo ad alcuna forfetizzazione.

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Cartella annullata se il fisco non risponde all’autotutela

La CTR Calabria con la sent. 811/3/2020 ha stabilito che è da annullare la cartella qualora l’ufficio non dia seguito all’istanza di autotutela presentata dal contribuente.

La vicenda processuale vede protagonista un consorzio il quale aveva ricevuto una cartella da controllo automatizzato ex art. 36-bis del DPR 600/73 mediante la quale l’ufficio provvedeva a recuperare a tassazione delle perdite pregresse dichiarate. Ricevuta la cartella il contribuente provvedeva ad inoltrare istanza di annullamento in autotutela poiché trattavasi in parte di un residuo di perdite pregresse del 2010 e per l’altra parte di perdite rideterminate per gli anni 2007-2011 a seguito di istanze di rimborso presentate per il recupero dell’IRAP pagata sul costo del personale. Di fronte all’inerzia dell’ufficio il contribuente impugnava la cartella presso la competente CTP. In pendenza di giudizio l’ufficio emetteva provvedimento di sgravio parziale dell’atto con riferimento al solo residuo delle perdite pregresse del 2010 e chiedendo la parziale cessazione della materia del contendere con riferimento alle altre perdite pregresse poiché, a suo dire, in questo caso andava presentata istanza di rimborso della maggiore IRES versata per gli anni 2007-2011. La CTP adita, in accoglimento del ricorso proposto dal contribuente, annullava la cartella sul presupposto che l’ufficio, non avendo riscontrato tempestivamente l’istanza di annullamento in autotutela, aveva impedito al contribuente di valutare se fosse o meno il caso di impugnare l’atto.

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Versamento senza la maggiorazione dello 0,40% valido ma insufficiente

La Corte di Cassazione (Ord. n. 16645/2020) ha stabilito che il versamento delle imposte eseguito nei 30 gg. successivi alla scadenza senza applicazione della maggiorazione dello 0,40% prevista dall’art. 17 c. 2 DPR 435/2001 è da considerarsi comunque valido anche se insufficiente, con la conseguenza che la sanzione va applicata solo sulla differenza tra le imposte dovute e quelle versate anziché sull’intero importo dovuto.

La vincenda processuale vede protagonista una società la quale provvedeva a versare l’acconto IRAP relativo all’anno d’imposta 2004 in data 21.07.2004 anziché in data 20.07.2004, dunque il giorno successivo alla scadenza, senza maggiorare l’importo dello 0,40%. A fronte di tale ritardo la società riceveva una cartella esattoriale ex art. 36-bis DPR 600/73 con la quale era pretesa la sanzione per tardivo versamento calcolata però sull’intero importo dell’acconto versato in ritardo anziché sulla sola maggiorazione dello 0,40%. Secondo l’Ufficio, pertanto, la mancata applicazione dello 0,40% costitutiva una sorta di disconoscimento per la fruizione del maggior termine di versamento nei 30 gg. successivi alla scadenza.

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L’Agenzia delle Entrate perde il giudizio ma le spese sono compensate

La Corte di Cassazione (Ord. n. 13520 del 02.07.2020) ha statuito che le spese di lite possono essere compensate anche se il ricorso per Cassazione proposto dall’Ufficio è infondato.

La vicenda trae origine dalla contestazione nei confronti di un contribuente al quale venivano accertate maggiori imposte dirette per la cessione di in terreno sulla base del valore definito ai fini dell’imposta di registro. L’atto impositivo veniva impugnato dal contribuente il quale, tra l’altro, forniva la prova documentale dell’effettiva somma incassata dalla cessione. In primo grado il ricorso veniva respinto ma la decisione veniva riformata in appello cosicché l’Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione lamentando l’errore della CTR per non aver attribuito alla definizione ai fini del registro valore di presunzione qualificata, con inversione dell’onere della prova in capo al contribuente.

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Udienze a distanza anche nel processo tributario

Si attende solo il parere del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, per varare il provvedimento con le «regole tecnico operative per lo svolgimento delle udienze attraverso collegamenti da remoto», ossia attraverso internet. Il testo, a firma del direttore generale delle finanze Fabrizio Lapecorella, è già pronto. Salvo diverse valutazioni del massimo organo della giustizia tributaria a breve potrebbe andare in pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

L’intenzione è di superare le limitazioni dovute all’epidemia da Covid-19. Di certo c’è che anche col decreto del Mef non è detto che tutte le problematiche siano aggirate. In ambienti della giustizia tributaria si ritiene che, comunque, non sono prevedibili tempi brevi per l’apprestamento e la predisposizione della strumentazione tecnica adeguata per lo svolgimento delle udienze online.

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L’applicazione dell’IVA in caso di solidarietà alimentare

A seguito dell’Ordinanza della Protezione Civile n. 658 del 29/03/2020 i Comuni hanno dovuto gestire l’emergenza alimentare quale conseguenza dell’epidemia da COVID-19.

Le tipologia di interventi messi in campo dai comuni si possono così riassumere:

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DPCM 22.03.2020 – ATTIVITA’ SOSPESE O AMMESSE DAL 26.03.2020 AL 03.04.2020

In data di ieri 22.03.2020 il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha firmato il DPCM, pubblicato nella GU n. 76 della stessa giornata, con il quale vengono adottate ulteriori restrizioni al fine di contrastare l’emergenza sanitaria da COVID-19. In particolare, nell’allegato 1 al Decreto vengono individuate, per il tramite dei codici ATECO, le attività che non resteranno sospese e che dunque potranno continuare la loro attività, nel rispetto di quanto stabilito dal Protocollo sottoscritto tra Governo e parti sociali il 14.03.2020 in materia di sicurezza a seguito della diffusione del contagio da COVID-19.

Tutte le altre attività non presenti nell’allegato 1 al Decreto dovranno terminare l’attività entro il 25.03.2020 con conseguente sospensione della stessa dal 26.03.2020 al 03.04.2020.

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Informativa COVID-19

Si informa la gentile clientela di prendere visione dell’informativa COVID-19 allegata.

Lo studio rimane a disposizione per i chiarimenti del caso.

informativa-studio-covid-19

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La Gdf stringe sul Reddito: 2.706 percettori sotto la lente

Sono oltre 2.706 i cittadini passati al setaccio dalla Guardia di Finanza come beneficiari del reddito di cittadinanza ma senza però averne potenzialmente alcun diritto. Di questi sono 184 le posizioni che dall’incrocio delle banche dati hanno ottenuto il punteggio più alto (pari a 100) e a cui i reparti delle Fiamme Gialle andranno a bussare con la quasi assoluta certezza di stanare un truffatore. Per altri 408, invece, il livello di rischio ha prodotto un punteggio poco più basso (80) con almeno uno dei valori incrociati con i requisiti richiesti per ottenere la prestazione sociale agevolata. A questi si aggiungono altri 2.030 cittadini e 78 datori di lavoro che, dall’incrocio delle banche dati, sono usciti come soggetti a rischio da controllare.

È quanto emerge dall’analisi operativa di rischio denominata «Reddito di cittadinanza» realizzata dal nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza. All’elenco dei furbetti del reddito di cittadinanza si devono aggiungere anche 172 società messe sotto osservazione dal Nucleo speciale entrate nel progetto «Sommerso da lavoro-Reddito di cittadinanza». Di queste 172 società, da cui emergono licenziamenti e dimissioni sospette finalizzate al solo scopo di ottenere il Rdc, sono 6 quelle già inserite nell’elenco dei percettori ad altissimo rischio di frode, portando il totale a 190 soggetti che, come detto, hanno ottenuto nel corso dell’analisi di rischio il punteggio più alto.

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A ogni contribuente il proprio rating di affidabilità fiscale

Il giudizio di affidabilità fiscale emergerà alla fine di un vero e proprio processo di valutazione progressiva che prenderà avvio dal riscontro tra le risultanze dell’anagrafe dei rapporti finanziari e quanto dichiarato al Fisco da ogni singolo contribuente. Questo primo giudizio verrà poi implementato facendo ricorso alle altre informazioni presenti nelle banche dati dell’anagrafe tributaria tra le quali, per i soggetti obbligati, anche le risultanze dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale. Queste nuove procedure di selezione e analisi del rischio di evasione emergono dalla lettura di alcune disposizioni contenute nella legge di Bilancio 2020 e nel collegato fiscale (D.L. 124/2019).
L’enfasi posta dal legislatore nella manovra di bilancio 2020, sul potenziamento delle attività di selezione dei contribuenti ai fini del contrasto all’evasione, risponde a un’esigenza che diviene sempre più pressante per lo Stato: migliorare l’efficacia e l’efficienza dei controlli fiscali. Negli ultimi 5 anni, infatti, la c.d. “maggiore imposta accertata media” per ogni attività di verifica fiscale ha evidenziato preoccupanti segnali di ribasso.
Tornando alla manovra di bilancio e alle analisi del rischio di evasione fiscale, sono almeno 3 gli elementi che devono essere attentamente esaminati.
In primo luogo le disposizioni in commento puntano con decisione all’utilizzo di specifiche tecnologie allo scopo di facilitare l’individuazione di specifici profili di rischio di evasione. Si tratta, in particolare, di nuove tecnologie informatiche attraverso le quali l’Amministrazione Finanziaria potrà analizzare milioni di informazioni presenti nell’anagrafe tributaria. Le implementazioni delle informazioni a seguito della fatturazione elettronica impongono l’utilizzo di nuove e più efficaci tecniche di indagine allo scopo di individuare e selezionare i contribuenti in chiave antievasione.
Altro elemento che emerge dalla lettura della manovra 2020 è il superamento, più o meno generalizzato, di alcune misure di tutela dei dati personali dei contribuenti attraverso l’introduzione di una deroga espressa alla normativa di riferimento (D.Lgs. 196/2003) e il contemporaneo utilizzo di uno pseudonimo (una sorta di QR-code) in luogo del codice fiscale del contribuente.
L’ultimo elemento portante delle future azioni di contrasto all’evasione contenute nella manovra 2020 riguarda la centralità che viene attribuita all’archivio dei rapporti finanziari. È da tale banca dati, sempre più nucleo centrale dell’anagrafe tributaria, che partiranno tutte le future attività di analisi del rischio e di selezione dei contribuenti per Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza.
Del resto la delicatezza e l’importanza delle informazioni contenute in tale partizione dell’anagrafe tributaria (finora sottoutilizzata rispetto alle sue reali potenzialità) non possono non essere considerate di estrema rilevanza ai fini di un primo sintetico giudizio circa l’“affidabilità” fiscale del contribuente.
Tali dati diverranno infatti il primo step nel processo di costruzione del rating di affidabilità fiscale di ogni singolo contribuente. Se dall’esame di questa prima banca dati dovessero emergere profili di criticità sulla posizione del contribuente, allora l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza potranno procedere con l’esame delle informazioni presenti in altre banche dati dell’anagrafe tributaria al preciso fine di attribuire un rating complessivo di affidabilità fiscale del contribuente.

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