Maria Giuseppina Raffaele

Il regime delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia in caso di crisi familiare

L’art. 12 del TUIR prevede l’attribuzione di sconti fiscali in presenza di vincoli familiari. Circa l’entità di tali sconti, si rimanda alla disposizione di legge richiamata. La ratio legis è costituita dall’avvertita esigenza di non intaccare con il prelievo fiscale quella parte di reddito destinata a soddisfare le esigenze primarie di vita del contribuente e della sua famiglia, variabili in considerazione di specifiche situazioni. Tali misure costituiscono, nell’attuale sistema, uno dei più significativi strumenti di sostegno fiscale alle famiglie. In questa sede ci occuperemo in particolare di come vengono fruiti tali benefici nel momento in cui si verifica una crisi familiare.

Per quel che concerne la detrazione per il coniuge a carico la legge (art. 12 c. 1 lett. a) del TUIR) stabilisce che dall’imposta lorda si detrae un determinato importo per il coniuge a carico non legalmente ed effettivamente separato. Questa detrazione, riservata solo alla famiglia legittima fondata sul matrimonio (ed alle unioni civili in virtù dell’art. 1 c. 20 L. 76/2016), non spetta più in caso di separazione, facendo riferimento la disposizione di legge in esame esclusivamente al coniuge non legalmente ed effettivamente separato. Tale interpretazione è coerente non solo con la lettera della legge, ma anche con il dato sistematico, tenuto conto che il coniuge onerato del mantenimento dell’altro deduce il contributo a suo carico ex art. 156 c.c. dal suo reddito imponibile in virtù di quanto previsto dall’art. 10 del TUIR. Vien da chiedersi in proposito se sia possibile per il coniuge legalmente ed effettivamente separato fruire della detrazione prevista dall’art. 12 c. 1 lett. d) del TUIR, vale a dire della detrazione spettante per ogni altra persona indicata nell’art. 433 c.c. che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. L’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 3/E del 09.01.1998 si è orientata favorevolmente in tal senso, specificando che relativamente ai soggetti da considerare ai fini della fruizione di tale detrazione è da ricomprendere il coniuge che sia separato o divorziato. L’interpretazione fornita a suo tempo dall’Agenzia delle Entrate si basa sul fatto che sebbene l’art. 433 c.c. includa il coniuge, per costui tuttavia compete già una specifica detrazione se non legalmente ed effettivamente separato. Successivamente anche il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31.01.2012 ha incluso tra i familiari a carico il coniuge legalmente ed effettivamente separato che conviva con il contribuente o riceva da lui un assegno alimentare non risultante da un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Ad ogni modo, tale detrazione è esclusa qualora il coniuge, con cui continui a vivere l’altro o che continui a mantenerlo, gli corrisponda un assegno deducibile dal suo reddito, non potendosi cumulare un duplice vantaggio fiscale in questo caso (attribuzione della detrazione e deducibilità assegno di mantenimento).

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Modalità di accesso diretto e contenuto della dichiarazione dei redditi precompilata 2018

A partire dal giorno 16.04.2018 (il giorno 15 era festivo) l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili telematicamente le dichiarazioni dei redditi precompilate dei contribuenti. Trattasi in particolare del modello 730 e del modello REDDITI PF precompilato.

In questa sede tratteremo brevemente le modalità di accesso diretto da parte del contribuente e i dati contenuti nella dichiarazione precompilata.

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Scheda carburante abrogata dal 01.07.2018

Tra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 vi è quella che prevede l’abrogazione della scheda carburante con effetto dal 01.07.2018. Trattasi di una novità destinata a cambiare in modo significativo le abitudini dei contribuenti soggetti passivi IVA abituati ormai da molti anni ad avere a che fare con tale documento in occasione dell’effettuazione dei rifornimenti di carburante presso i distributori stradali rappresentando il documento che legittimava la detrazione dell’IVA e la deduzione del costo sostenuto per tale tipologia di acquisti. La novità normativa rappresenterà altresì una mini rivoluzione nell’operatività quotidiana degli esercenti gli impianti stradali di distribuzione di carburanti i quali saranno i primi (unitamente ai subappaltatori nell’ambito degli appalti pubblici) ad applicare la fatturazione elettronica, così come vedremo di seguito.

La Legge di Bilancio (L. 205/2017), in particolare il comma 920, ha integrato il comma 3 dell’art. 22 della legge IVA (D.P.R. 633/72) aggiungendo la seguente frase: “Gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica”.

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Guardia di Finanza: analisi di rischio per verifiche mirate

A distanza di 10 anni dalla precedente, la GDF ha emanato la Circolare n. 1/2018 la quale ha aggiornato l’imponente vademecum delle verifiche fiscali che ha dettato gli indirizzi operativi dei reparti negli ultimi 10 anni. Trattasi di un documento molto corposo (circa 1.200 pagine), che ha sostituito la precedente circolare n. 1/2008 e che rappresenta il documento di orientamento per l’attività ispettiva fiscale espletata dal Corpo.

In questa sede accenneremo brevemente ai tratti salienti dell’attività di analisi di rischio desumibile dalla Circolare, mediante la quale la GDF seleziona preventivamente i contribuenti da sottoporre a controllo.

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Bonus cultura per i diciottenni

La Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) ha confermato il bonus cultura per i diciottenni per altri 2 anni: pertanto ne potranno beneficiare anche i ragazzi che compiono 18 anni nel 2018 e nel 2019.

Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

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Dopo il tovagliometro e il bottigliometro per i ristoratori arriva il guantometro per i medici odontoiatri

La Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 4168 del 21/02/2018 ha stabilito che è legittimo l’accertamento all’odontoiatra fondato sul numero di guanti monouso acquistati nel corso dell’anno.

La vicenda processuale vede protagonista un medico odontoiatra titolare di due studi professionali al quale l’Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di accertamento fondato sulla ricostruzione analitico-induttiva dei ricavi effettuata tenendo in considerazione la quantità di materiali “usa e getta” acquistati dal professionista che, secondo l’ufficio, rappresentava un indizio dell’esistenza di prestazioni non fatturate. Il contribuente proponeva ricorso dinanzi al giudice tributario eccependo l’illegittima applicazione del metodo analitico-induttivo poiché la contabilità risultava regolarmente tenuta e in ogni caso la pretesa risultava fondata su un unico elemento, vale a dire il numero di guanti impiegati. Inoltre lo studio di settore relativo a quel periodo d’imposta risultava congruo e coerente.

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La nuova sospensione del mod. F24 con compensazioni “a rischio”

Il comma 990 della Legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205/2017) con l’aggiunta del comma 49-ter all’art. 37 del D.L. 223/2006 dispone che l’Agenzia delle Entrate può sospendere, fino a 30 giorni, l’esecuzione dei modelli F24 relativi a compensazioni che presentano profili di rischio.

La nuova procedura si rende necessaria in quanto fino ad ora i controlli circa il corretto utilizzo dei crediti in compensazione sono stati effettuati dall’Agenzia delle Entrate solo dopo la presentazione del modello F24 ed il recupero delle somme indebitamente compensate si è spesso rivelato poco efficace.

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Le principali novità fiscali introdotte dalla legge di bilancio 2018

Si riassumono di seguito le principali novità fiscali introdotte dalla legge di bilancio 2018 (Legge n. 205 del 27/12/2017 pubb. G.U. n. 302 del 29/12/2017).

Detrazioni per i figli a carico

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L’adesione all’accertamento di uno dei coobbligati libera tutti gli altri

La Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 20305 del 23/08/2017 ha stabilito che l’adesione di uno dei coobligati alla pretesa tributaria libera tutti gli altri, con la conseguenza che per eventuali ricorsi proposti e ancora pendenti va dichiarata l’estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.

L’Agenzia delle Entrate notificava ad acquirente e venditore un avviso di rettifica e liquidazione ai fini dell’imposta di registro per un atto di compravendita immobiliare. Il venditore aveva autonomamente definito in adesione la pretesa mentre l’acquirente aveva impugnato l’atto dinanzi al giudice tributario. A seguito dell’intervenuta adesione da parte del venditore, la CTP dichiarava l’estinzione del giudizio instaurato dall’acquirente per cessazione della materia del contendere, decisione che veniva confermata dalla CTR a seguito dell’appello presentato dall’acquirente. Ricorreva allora il contribuente per cassazione, lamentando un’errata interpretazione della norma in tema di adesione.

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Non è sanzionabile il dipendente per le omesse ritenute da parte del datore di lavoro

La CTP di Parma con la Sent. 35/7/2017 (Pres. Piscopo, Rel. Bandini) ha stabilito che sono illegittime le sanzioni irrogate al lavoratore dipendente per l’omesso versamento delle ritenuta d’imposta da parte dell’impresa datore di lavoro. Il dipendente, infatti, per la particolare posizione sociale che occupa, non può rispondere delle sanzioni sia per incolpevolezza sia perché non responsabile della violazione.

La vicenda processuale vede protagonista un lavoratore dipendente il quale riceveva dall’Agenzia delle Entrate due avvisi di accertamento, riferiti agli anni d’imposta 2008 e 2009, con i quali l’ufficio provvedeva a recuperare a tassazione delle somme erogate a titolo di “trasferte Italia” come emolumenti per prestazioni di lavoro subordinato. Il recupero scaturiva da una verifica previdenziale effettuata nei confronti dell’impresa datore di lavoro nella quale l’INPS contestava omessi versamenti contributivi sulle somme sopra indicate, il che comportava anche le conseguenti violazioni sotto il profilo fiscale.

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